27 agosto
2010
scritto da - il 27 agosto 2010

Mitico torneo amisci polisti!
Èccomi quà dopo una settimana di ammollo nell’acqua e sale, pronto a ripercorrere le giornate di Berlino.
La pausa mi ha permesso di meditare con un pò di distacco… per cui tralascerò il racconto del mero viaggio che può colorire ma in fondo non frega un cazzo (e poi ci son le foto) e passerei alle riflessioni tecniche.

La lezione Americana

Divertirsi, questo è in fondo quello che dovremmo sempre conservare come attegiamento nel Bikepolo. Sembra una banalità “boring” eppure è semplicemente vera. Nella notte conclusiva del torneo ho avuto  modo di parlare (in gran parte grazie alla birra) con americani, canadesi, australiani e uno dei “padri fondatori” testimone insieme ad altri bikemessenger di Seattle della prima cellula embrionale dell’hbp.
Ci sarebbe da scrivere un bell’articolo solo su questo… sulla genesi del gioco e le tappe “normative” che fanno il polo attuale… ma rimando ad altra sede.
In sintesi quello che oggi pratichiamo è ancora uno strano oggetto in perpetua metamorfosi e definizione.  Torniamo al polo made in USA: tutta questa differenza con il gioco europeo non s’è vista, se non nell’esperienza, nella velocità, nella destrezza, nel gioco aereo, nella precisione e nell’uso massiccio di tecniche di saltellamento che prima avevo visto solo nel trial.
Tutte qualità frutto di allenamento e determinazione, ma condite sempre con una grossa dose di ironia e divertimento. E tutto sommato, mi aspettavo un gioco ancora più fisico di quello che si è visto a Berlino.
Sono sicuro che quello che abbiamo visto fare in torneo (parlo di tricks) non è che la minima parte di quello che potenzialmente le squadre più forti potrebbero fare (chi ha giocato o osservato giocare i throwins può confermarlo)… tuttavia è anche ovvio che nessuno sotto lo stress da torneo riesce a giocare al 100% delle proprie possibilità. Questo per dire, che una volta che avremo colmato parte del gap di esperienza che ci relega indietro, anche noi europei, L’Equipe  e Toros in testa, potremo dire la nostra. D’altronde, se da una parte è vero che rispetto al primo WHBPC 2009 molte squadre del vecchio continente sono salite in alto, è vero anche che le squadre extraeuropee erano veramente poche rispetto allo scorso anno. Bisognerà vedere l’anno venturo cosa succederà.
Nel frattempo sorgono come funghi tornei un pò ovunque perchè, non ci sono cazzi, l’unico modo per evolvere è giocare con i più forti. E se il polista non va alla montagna , sarà la montagna ad andare al polista…
Io pensavo che noi si fosse tra i più scimmiati per il polo, ma c’è chi si è fatto warming, pretorneo, torneo, e poi di passaggio per Amsterdam è andato a  Londra a smazzare tutto il santo agosto!! Rispetto!

L’Italia c’è

La truppa italiana oltre ai qualificati Malaforca, Carbonari e Cardinali, ha visto convergere a Berlino un nutrito gruppo di challenger per il pretorneo: RC Tigers (campioni di stile con le loro zebrature acide), RepartoPista, Milano, Bike Pollo (con pollastra).  Più un nutrito gruppo di amici  da Modena e Torino, e l’onnipresente Ketam di Mantova infilatosi nei “boneshaker”.
Le Tigri ci sono: giocano bene si battono per i primi posti e passano quinti su trenta davanti a pretendenti di livello… Nelle due giornate della prima fase giochiamo le nostre carte in otto partite che selezioneranno le 32 squadre che avranno accesso alla fase finale a doppia eliminazione.
I gruppi sono del tutto casuali, senza teste di serie, ti può dire culo o sfiga…
Malaforca, stavolta, scongiuri a parte se la vede con un gruppo molto tosto, senza un attimo di fiato…
Jack rompe la forcella e giocherà con una girandola di bici senza mai trovare un buon compromesso.
Sapo s’è fatto già vedere in allenamento, strappando applausi dagli americani in vena di italici scherzi e complimenti dai sempre sorprendenti Hoods. Il Presidente c’è ma ho l’impressione che ci creda poco anche lui…
Li Cardinali vanno maluccio: pagano lo scarso allenamento in squadra e l’infortunio alla spalla del safarista Roberto, sostituito da Bozo nelle ultime partite del sabato.
A noi va abbastanza di culo… a parte polsi slogati, strappi muscolari, la febbre, il cerchio di Luca a banana e il furto dello zaino di Valerio :(
Fatto stà che avremmo potuto sfiorare il colpaccio contro i più titolati Clowns.
Assaltiamo e pressiamo, chiudiamo bene e inchiodiamo i tedeschi sullo 0-0. Se il finale della partita l’avesse scritta uno sceneggiatore l’avrei trovato retorico e banale… eppure quando l’arbitro scandisce gli ultimi secondi, si consuma la scena più tragicomica del nostro torneo… io ho fatto piede, vado a tappare e mi giro per vedere cosa succede dietro di me: i Clowns sono in attacco…il nostro portiere ha la mazza a terra davanti alla porta, nella melée sotto porta Hannes scocca un tiro debole e assolutamente fuori quadro… la palla incerspica sulla mazza  e risale pian piano la lunghezza del manico… tre due uno… è dentro la porta… Zero! Doccia fredda e addio al punticino più sudato del torneo. Chiudiamo a 13 punti con quattro vinte un pari e tre sconfitte. Però un punto più di Vicenza :)

Dopo le prime due giornate, a sera il popolo del polo, birroso e ciarliero s’è adunato di fronte all’office attendendo (ben più del previsto) la dichiarazione delle 32 squadre qualificate alla fase finale di domenica…
Morgan, l’americano di Berlino legge i nomi delle squadre una ad una, con applausi urla e commenti a partire dall’alto fino a scendere nell’inferno dei mezzoclassificati.
Sono vicino a Cento e guardo la sua ansia specchiarsi nella mia…
25 Rotten Apples, 26 Apologies, 27 Cosmic !!!!
c’è ancora fuori una marea di squadre fortissime….
una gocciolina di sudore scorre…
28 Rolling Hoods… 29 Carbonari! CAZZO CI SIAMO!!
penultimi ce la fanno anche i RIDING IN CIRCLE (poi saliranno al 30) già protagonisti di un torneo preliminare molto buono sfiorando il colpaccio contro l’Equipe cui rifilano due peri in una partita tesissima ed emozionante.
E’ festa in casa Italia…

Col senno di poi, il giorno dopo, a valle delle due sconfitte nette subite nelle nostre ultime due partite, pensavo proprio a questo nostro attegiamento: da un lato giustamente umile, poichè giochiamo da troppo poco per pretendere di più; eppure d’altra parte qui risiede forse la componente di mentalità che ci differenzia dagli svizzeri e dai tedeschi: io sono già appagato per esserci in quei trentadue. Invece Mario(equipe) non si preoccupa della qualificazione, ma della differenza reti che gli permetterà di incontrare per prime le squadre più abbordabili… testa ziocàn, testa!

L’Europa pure

Va detto che i Ginevrini son stati proprio perseguitati dalla iattura: Manu ha rotto il telaio prima ancora dell’esordio sul campo (colpa penso del trasporto aereo)… Mario anche ha dovuto sostituire la sua bici per una rottura durante un pick up…  Lukas devo dire l’ho visto più in forma  a Ginevra che a Berlino.
Mi sarebbe piaciuto che il torneo lo vincessero loro, i campioni d’Europa, per un senso di europeità che travalica i confini nazionali; comunque ho gridato e battuto le mani per i gemellini del Club, così come per i Toros, per i Cosmic, gli Apples, gli Hoods, i Toughshit,  per i nostri avversari di Chicago (fortissimi secondi al torneo) e infine per gli stratosferici Beaver Boys. Come si fa a non testimoniare con l’applauso il sincero apprezzamento per la squadra e per i singoli giocatori più forti del mondo?
In particolare voglio menzionare gli amici di Los Manguis che questo inverno a Barcellona avevo giudicato tra i nostri pari-livello: hanno fatto un balzo in avanti per qualità individuale e di squadra, per caparbietà e hanno dimostrato di essere un’altra validissima euroteam insieme a El Club e Polo24h.
Grazie Jordi per la fasciatura del polso e a Francesc per il Voltaren!!!

Note di Colore

Non mi sembra il caso di fare una anamnesi di ogni squadra, nè censire l’organizzazione di un torneo così difficile e funestato dal mal tempo.
Tutto alla fine ha funzionato bene, bravi gli organizzatori e grazie a loro per il lavoro fatto e per l’ospitalità dimostrata.
Genio del male, cristallo assoluto di civiltà colui che ha inventato stà storia della birra a un euro, e 50 centesimi di vuoto per il bicchiere di plastica: una intera generazione di polisti sfascioni è stata resa felice. Ricordo furiose “beer rush” alla fine delle partite clou (dove era difficle anche trovare un posto da spettatore) per aggiudicarsi una buona posizione in fila al chiosco delle spine. Non so come, ma Lorenzo di Motoeurfuckers era sempre davanti a me!
Supremo rispetto ad Oli, il maestro di operatività, dall’edilizia alla cartellonistica, cuoco e giocatore, inarrestabile pila atomica a sostegno dello staff, sempre disponibile e gentile.
Non ci sono parole per commentare il CT Stefano, che a Luca, Sapo, Bozo e me ci ha fatto tajare dalle risate, Il re dei voltagabbana: è riuscito a trasformare la sua indifendibile posizione di complice incendiario, in consulente e stilista per le prossime edizioni del mondiale, arrivando a suggerire con tono tra l’indispettito e il deluso una rete wi-fi gratuita per i giocatori e per lo meno altre due spine per la birra del popolo!!
Un ringraziamento particolare a Luca RC che ha dimostrato un ottimo spirito di adattamento e ci ha permesso di arrivare dove siamo arrivati, giocando bene tutti insieme.
Grazie a Cento e Mattia per aver cercato di spiegare in stato di etilismo ben avanzato al povero Nick di Apologies, il senso di “a hundred uncle-dog” BOOOOOOOOOOORING

LA CLASSIFICA (Fonte: http://www.enciclika.com/blog/)

CAMPIONI: Beaver Boys – Milwaukee – Brian Dillman, Joe Burge, Eric Kremin
2. Machine Politics – Chicago – Joe Panizzo, Ben Schultz, Matt Lane
3. L’Equipe – Switzerland – Manu, Mario, Lukas
4. Toros – Germany – Eddie, Pablo, Andi Schuster
5. Fuck the Border – USA/Canada – Jonny Hunter, Kevin Walsh, Alexis Mills
6. Smile – Seattle – Dustin, Seabass, Leon
7. Cosmic 3 – UK – Mat, Todd, Tom
8. Polosynthese – Germany – Anna, Mo, David
9. El Club – Spain – Kico, Tom, Lucas
10. Trefoil – Canada – Chris Proulx, Alex Churchman, Pieter Blokker
11. Strange Brew – Canada
12. Dans ta gueule, Puceau – France
13. The Odds – USA
14. Bambule – Berlin
15. Candy Colored Clowns – Germany
16. La Schmoove – UK
17. BAD POLO– UK
18. Profane Lobotomy – NYC
19. Rotten Apples – UK
20. MGM – France
21. Shark Attack – Germany
22. Massive Cogs
23. Joel and the Jankey Mallets – USA
24. Apologies – France
25. Rolling Hoods – Grenoble , France
26. Tough Shit – München
27. EHFXD – Netherlands
28. Los Manguis – Barcelona , Catlogna
29. Li Carbonari – Roma/Vicenza , Italia
30. Riding in Circle – Vicenza , Italia

31. Malice International – UK
32. Iron Ponies – Switzerland

Un pò di Foto

http://www.mjsmg.net/WHBPC/index.php?/category/1
http://www.fixedgearswitzerland.com/wp-content/uploads/2010/08/whbpc2010_standings.jpg
http://www.flickr.com/photos/53031660@N02/sets/72157624732824316/
http://www.polo-magazin.de/bike-polo-wm-in-berlin-6017/#

http://bikebloggerberlin.wordpress.com/fotos-bike-polo-wm/
http://www.flickr.com/photos/beatznbobbz/sets/72157624796376556/with/4923313518/
http://www.facebook.com/reqs.php?fcode=8b775ce18&f=683741659#!/album.php?aid=480275&id=654905726

4 Commenti

  1. tobia RC Tiger
    27/08/2010
    19:57

    Sempre piacevole er riporto.
    Padova?

  2. corrado
    27/08/2010
    21:40

    complimenti per il riporto del gentil sesso.

  3. Matteo
    27/08/2010
    22:14

    beh si dai, ce la siamo giocata male noi cardinali. Non tanto per le partite co Vicenza (bravissimi e decisamente padroni del campo) con Iron Ponies (funambolici) o con Rakete (4-2…ma che partita!). E non parlo nemmeno dei match con i toros (sotto la pioggia battente) o con vancouver (un altro passo).
     
    La rosicata è tutta per la partita con gli australiani Top Centre, che, vi giuro, ci saremmo mangiati a colazione in una giornata qualsiasi. Invece succede che ci chiamano alle otto e mezza di sabato, quando ormai satolli di mazzate stavamo distesi a bordo campo a guardare le partite da almeno un paio d’ore e un cinque birre. Un disastro.
     
    Ma, vi dirò, un disastro col sorriso sulle labbra, anzi che mi fa quasi scappare da ridere a ripensarci. D’altronde, è il bello del polo (e con esso della vita) il fatto che ogni partita è un gioco a sè, e capita pure di arrivare ubriachi. Sarebbero stati sei punti preziosissimi (insieme alla vittoria contro i tedeschi di atze peng) ma vi dirò, è stato bello pure così. D’altronde era una festa, ed è stato bellissimo esserci.
     
    onore ai miei compagni: rob, guida e guru, infortunato ma sempre di buon umore (e miglior casco del torneo, a detta di molti) e juan felipe caballeros, piccolo grande polista tutta grinta, ma soprattutto amico vero.
     
    Avanti verso il prossimo torneo: i Cardinali si chiuderanno in conclave e vi faranno diventare pescatori di palline (da raccogliere impigliate nella rete della vostra porta).
    :D

  4. pas
    28/08/2010
    11:38

    ottimo come sempre nelle vesti di giornalista, concordo sulle riflessioni e penso proprio con con lucas in forma gli equipe se la possono giocare ma allo stato dei fatti i mmericani so più forti ed è stato un piacere passere una settimana con tutti voi a berlino, saluti e ci vediamo fra un mesetto.

E mo te tocca risponne...

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