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13th gennaio
2010
Scritto da - il 13 gennaio 2010

Or “Rome (BikePolo) wasn’t build in a day” – An Anniversary Fairytale (na storiella pe ride) – by R. B. P. Mattikens.
 
Ieri sera notte insonne: prima che mi addormentassi, uno spettro s’è materializzato nei miei sogni. Era il fantasma del polo passato. Ineffabile e quasi invisibile come tutti i fantasmi, aveva però delle vaghe sembianze simili al capomeccanico.
 
Ha iniziato a raccontarmi che proprio un anno fa, il 13 gennaio, venivano diramate le prime convocazioni per una partita di bike polo a Roma, da svolgersi venerdì 16 nientemeno che a piazza di Spagna.
 
Come ogni passato leggendario, anche qui la nebbia dei ricordi si fa fitta, e il fantasma non mi aiuta: c’è chi dice che si presentarono un mille ma con una sola mazza, e la partita, per opera di forze oscure, si tramutò in una sbronza a base di birra.
 
E poi ancora un viaggio tra miti e leggende: se qualcuno afferma che il primo match realmente giocato è stato a San Paolo, dal passato affiorano imprendibili chiavi e cancelli difesi da orchi-custodi disumani.
 
Quando però pareva che la tranquillità fosse tornata nella mia serata, ecco che è comparso, più vero del vero, il fantasma del polo presente.
 
Con una strana bombetta gialla e cadendo da solo, di tanto in tanto, senza che nessuno lo sfiorasse, ha cominciato subito a polemizzare riguardo chi avesse fatto cosa, quello che bisogna fare e quello che assolutamente non va fatto. Alla fine però, ne ha convenuto pure lo spettro, conta che si faccia qualcosa, ora e sempre. Che le cose crescano, seguano la loro evoluzione e si trasformino. Na palla lunghissima insomma, ma nel puro spirito di RomaBikePolo: vecchi all’osteria che si incazzano. Nessuno dei due lasciava la presa su un discorso che diceva fondamentalmente le stesse cose, ripetute all’infinito. Ma non sarebbe così bello, se non ci fosse pure questo.
 
Ma poi, quando finalmente credevo che fosse arrivato il tempo di dormire, stremato dopo tutto quel ragionare, è arrivato il fantasma del polo futuro. Grosso e con la barba, assomigliava ad un pirata del XVII secolo; oppure a Valerio, vedete voi. Questo – meno male – ha detto solo una cosa: “Domani è giovedì….se gioca!”