28 dicembre
2010
scritto da - il 28 dicembre 2010

Dato pare che tutti siano in ferie, oggi mi sono messo a dare una ripulita alle mie bici, e ho fatto due foto anche a la mia bici da polo, La Inbred.

Ormai è quasi un anno che facciamo coppia fissa. Abbiamo pedalato a Torino, Barcellona, Modena, Creazzo, Fano, Ginevra, Berlino, Padova. A guardarsi indietro, un po’ di strada ne abbiamo fatta, e com’è naturale che sia, siamo cambiati un bel po’.

Ecco come l’avevo tirata su all’epoca, ed ecco com’è adesso:

Uau…quanta roba! Vediamo di spiegare un po’ tutti questi cambiamenti, così magari uno che passa legge e magari ne fa tesoro per allestire la sua polobike.

Partiamo dall’alto: la sella, che ora è una Brooks Pro Team. La Concor – come saprete – è bellissima, ma francamente me la sentivo un po’ scomoda: benchè affusolata, mi sembrava si sposasse bene con i pantaloncini col fondello, un po’ meno coi vari calzoncini da battaglia che metto di solito. Provvidenziale è arrivata l’occasione del Mondiale di Berlino: coi Cardinali ci siamo aggiudicati uno degli stock che la Brooks ha messo in palio per i primi iscritti al torneo. Che dire: chi ha messo le chiappe su una Brooks lo sa: si adatta perfettamente alla tua forma, ti si plasma attorno e dopo un po’ ti calza a pennello. Dopo il torneo non l’ho tolta più: ci sto sopra le ore e nemmeno un fastidio. Dunque, ecco la prima cosa che ho imparato: mi piace che la bici da polo sia comoda, chè spesso sopra a questa bici ci sto tre, anche quattro ore; se inizia a far male allora la festa è bella che rovinata.

Lo stesso discorso è per l’attacco manubrio: quello che c’è su è un RaceFace da 700mm che mi ha passato il buon Riz. Rispetto al 400mm che c’era prima (e che ora ha Thomas) mi permette di stare meno inarcato con la schiena.

Per un certo periodo, un dilemma atroce era diventato il freno: la leva (Avid) tirava ma la pinza (sempre Avid, bb5) chiudeva pochissimo, un vero rompicapo a cui manco Valerio pareva aver trovato la soluzione. Avevo ipotizzato di tutto, compresa una bella botta presa da qualche parte che aveva danneggiato la pinza, invece, come spesso succede, la soluzione era la cosa più banale: la guaina. Trovato il nodo, non ho badato a spese: kit cavo e guaina di teflon di Alligator : ora, come si suol dire, works like a charm.

Sicuramente, lo step più grosso è stato il cambio di forcella. Da una Exotic rigida in alluminio, sono passato alla Identiti FFX da 20mm. Nonostante quella di prima era robusta e leggerissima (poco più di otto etti, contro un chilo di questa…) ci ho guadagnato un’assetto più carico in avanti, comodo per giocare le palle davanti alla ruota e, riducendo l’interasse, ha portato notevoli benefici nelle sterzate negli spazi ristretti. Tutta d’acciaio, questa forca nasce per le fisse da trick: progettata dunque per salti ed evoluzioni. Ecco un’altra cosa che ho imparato: mi piace che la bici da polo sia robusta, così ci posso contare in ogni momento, se me la strapazzano in aereo so che ha buone probabilità di sopravvivere, e col tempo (dato che dura…) me la sento sempre più mia.

La trasmissione è rimasta nella sostanza invariata: doppio rapporto per giocare (28-18) e per andare a zonzo (32-12). Si è aggiunto il bashguard (che i denti della corona esterna a caderci sopra lasciano bei segni sulle gambe…) e i pedali piatti da BMX. Due parole pure su questi: non credevo, ma una superficie così grande ti consente davvero un’ottima spinta, e ti danno qualcosa in più in termini di equilibrio. Sono larghi ok, ma non c’è problema per un telaio che ha quasi 30cm di luce tra il movimento centrale e la terra, anche con la nuova forcella.

Rivoluzione c’è stata anche per le gomme: ok l’equilibrio, ma due pollici dietro sono chiaramente troppi. La Randonneur da 1.5 al posteriore va benissimo, specie pure perchè è eterna. Marco ne sa qualcosa, che pure con la tela a vista il suo copertone ancora sta su alla grande. Davanti invece, mi permetto di cambiare ogni tanto a seconda dei campi: dalla Kenda K-west 1.35 che vedete in foto per i campi più ostili, alla Hutchinson da 1.2 top slick è per quando c’è da giocare sui tavoli da biliardo.

Qualche considerazione alla fine, sulle bici da polo in generale. Si parte sempre da lì: dai campioni veri che giocano coi catorci. La bici conta, ma conta molto di più chi la guida. Ciò non toglie che è bellissimo per me e per altri che girano attorno all’HBP sporcarsi le mani di grasso e ricercare all’infinito la bici perfetta. Questa qui mi piace, anche tanto, ma so che non è mica senza difetti. Clement degli Iron Ponies gli rimprovera il peso (11kg), e se avesse l’interasse ancor più corto – 2 cm più vicina la ruota dietro, angolo più chiuso per il cannotto sterzo – magari farebbe faville. E poi c’è la frenata: certe con il combinato anteriore-posteriore sulla stessa leva riescono veramente a inchiodare le ruote a terra solo col pensiero.

Insomma, ci si rivede l’anno prossimo. La ricerca mica finisce: chissà con un altro anno che saremo diventati…

16 Commenti

  1. 28/12/2010
    16:54

    eh sì che è cambiata… un botto!
    Madò già un anno….

  2. 28/12/2010
    16:55

    eheheh ma ti ricordi come giocavamo un anno fa? :D

  3. 28/12/2010
    17:36

    io con la menabrea piombata… ahaha

  4. sapo
    28/12/2010
    17:41

    io ho la sovietica smantellata, il suo arsenale alla merce’ dei predoni

  5. Matteo
    28/12/2010
    17:44

    Giorgio una volta la lanciò l’idea: fare un post sul destino delle bici da polo dismesse. Sarebbe interessante vedere che succede dopo tanta gloria, alle nostre povere bici. Mi sa che c’è da piangere…

  6. corrado
    28/12/2010
    17:49

    inbred ;cavallo di razza!
    la Spartana o quello che ne resta l’ ho appiccata al box manco fosse un quadro!

  7. sapo
    28/12/2010
    17:50

    la sovietica ripristinata, andra’, prima o poi, in pensione davanti al greco mare a meno di un’offerta irrifiutabile di un oligarca russo
    il velocipede che ho usato alla mdo2 e’ diventata parte di una tall bike!
    la bianchi e’ da tempo ritornata in servizio

  8. corrado
    28/12/2010
    18:06

    caffe?

  9. 28/12/2010
    18:34

    la menabrea giace impolverata e mezzo smontata…
    prima che diventi obsoleta farò il post della “nuova”

  10. Roberto
    28/12/2010
    19:02

    la spaccaraggi sta lì a prender polvere, ma dalla polvere rinascerà come una fenice

  11. Matteo
    28/12/2010
    22:07

    seh seh…ma che è scattato il momento amarcord? allora propongo ad anno nuovo, per il compleanno di romabikepolo partita commemorativa con le prime bici del polo di ciascuno.

    valerio->chiorda
    quang->dahon
    roberto->spaccaraggi
    marco->menabrea
    sapo->sovietica (o quella blu a contropedale – no bianchi, pls!)
    corrado->spartana
    giorgio->fissa cinelli
    gianfi->grigia da corsa misura 58/60
    io->viner blu
    riz&chiara->co le bmx
    thomas->co quella de quang
    elone->la fissa verde
    alessio->la fissa bianchi rossa
    santre->co’ la solita surly
    e tutti gli altri che mo non mi ricordo…

  12. Roberto
    29/12/2010
    00:18

    lo devi di 3 mesi prima che devo rimontà tutto, manca giacomo co apocalisse e daniel con la master 53/12

  13. Matteo
    29/12/2010
    10:10

    eeehhh robbè, allora stamo freschi! polomayhem domenica 16 a villa :D

  14. 29/12/2010
    14:30

    ah ah ….gianfi->grigia da corsa misura 58/60

  15. corrado
    29/12/2010
    17:54

    pure per me sarebbe un problema. Dovrei cannibalizzare la inbred ( corca )….. al limite me vengo a capottà con la fissa……

  16. Roberto
    30/12/2010
    11:25

    se tocca fa i veri amarcord sapo con bianchi, io con NSR e entrambi con la mazza fatta con la scopa der todis

E mo te tocca risponne...

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Vedi un po' qua...


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