16 maggio
2011
scritto da - il 16 maggio 2011

C’è un posto stupendo per giocare al polo in Bicicletta. C’è un campo, e poi un altro subito a fianco, e un anello tutto intorno. C’è un campanile sullo sfondo, e c’è pure una pista ciclabile che ti porta in centro in due minuti. C’è un metro cubo di birra, anzi almeno due, stivati in tante lattine arrivate là chissà come.

C’è un odore d’abete, e pollini per aria come è giusto che sia a maggio – ne sa qualcosa la mia allergia. C’è subito tanta voglia di giocare, così tanta che alle nove e mezzo i campi sono già pieni. C’è così tanta luce che si fa fatica a tenere gli occhi aperti. C’è il rumore secco dei tiri e delle palline che si infrangono sulle ruote, che si mescola alle risate e ai saluti. C’è un sacco di gente, che pian piano riempie gli angoli d’ombra e si accampa sulle aiuole. C’è pure qualche faccia nuova – pensa te – la mattina in cui comincia IHBPC2011.

Quando finirà, il giorno dopo, un vento freddo sarà già arrivato a tirar su la polvere e le polemiche per tre partite – le finali – combattute all’ultimo sangue. In mezzo, tanti momenti di quelli che occorrerebbe incorniciare uno per uno. Rocco Polophonica che infila la Malaforca con un diagonale teso e velocissimo dritto in porta. La colonna sonora di Matteo Barba che canta e ride mentre gioca. Rode che stacca il biglietto per Barcellona al goldengol. Stephano Team Banana che vince il torneo San Marco (che zè proprio un santo!). Mica è facile raccontarli tutti: dovevate essere lì per catturare con un sol colpo tutta l’atmosfera del polo italiano.

A proposito, come sta, ‘sto Polo Italiano? Dai, niente male, no?. Manda agli europei sette squadre di livello, tra conferme (il tris di testa Malaforca – Tigers – Carbonari) e sorprese (Black Jack! e chi l’avrebbe previsto!) che, se giocano come c’han fatto vedere, sicuramente porteranno a casa belle soddisfazioni.

Il caso della finale:

E’ passato un bel pò di tempo dalle accese finali  di Padova. Se n’è già parlato a caldo, discusso a freddo, riso e deriso. Scritto e risposto.
Vale la pena spendere due parole ancora: senza dover esssere per forza buonisti, il Polo è e forse vorrebbe restare un gioco più di uno sport.
Non è la prima volta che acerrime discussioni in campo strappano fischi o risate agli smaliziati spettatori. Fa parte dello spettacolo. Senza dover giungere ai livelli boxistici dell’hockey, non vorremmo mai che le scintille sul campo continuino ad incendiare gli animi, una volta usciti dal campo.
Anche gli acerrimi avversari Toros ed Equipe si abbracciano e si rispettano fuori dalle più accese contese.

Ho visto due grandi giocatori darsele sul campo e continuare a darsele sui forum del polo italiano. Senza trovare una modalità compositiva. Ora noi polisti siamo 4 gatti e l’emorragia di giocatori rischia di far morire questo movimento  con la generazione che lo sta giocando. Dispiace sapere che essendo le due squadre più forti d’Italia, Malaforca e Tigers si incontreranno ancora ed ancora e sarebbe davvero brutto che le future partite fossero il luogo della resa dei conti dove il livore accumulato nelle disfide precedenti offusca le indubbie qualità tecniche delle squadre.
Parlo per la mia personale impressione. Dopo la prima partita tra Malaforca e Tigers (quella che li obbliga alla semifinale contro i Carbonari nel looser bracket) già si avvisavano i giocatori di smorzare i toni. Noi Carbonari veniamo da una serie di sconfitte con le tigri (MDO4, MDO5) e le motivazioni di rivalsa ci sono tutte. Partita accessa, combattuta e giocata in gran parte in attacco dai romani, perdiamo per un  errore “svizzero” : il gollonzo dalla distanza a porta sguarnita. Ecco, pur digerendo l’amaro boccone della sconfitta, quella partita mi è sembrata una delle nostra migliori, molto più concreta, pulita ed efficace della ultima a Creazzo. E alla fine fa piacere anche che l’avversario con cui te le sei date e che hai sperato di strapazzare fino ad un secondo prima, ti abbracci e ti dica: “bella partita ragazzi”

Ecco, mi sarebbe piaciuto vederlo anche alla fine del torneo.
Invece il Campionato si chiude con persone che non si parlano, che rifiutano saluti, senza una festa, senza un brindisi, senza bagnare i vincitori con un prosecchino, che sò, uno spriz. Tutti alla spicciolata si va via verso i propri lidi, proprio questa volta che per concedermi la bisboccia finale ero venuto su con il Camper.

Cosa si può migliorare:

Sicuramente la co-ordinazione tra gli organizzatori: è mancata una figura di riferimento per la schedulazione delle partite e ciò comporta non potersi organizzare il riposo e il rifocillamento tra una partita e l’altra. Mi è capitato di ingozzare di corsa un mezzo panino mentre mi precipitavo al campo dove già rintoccavano il conto alla rovescia per la sconfitta a tavolino!

La preparazione degli arbitri: Confesso che ho arbitrato solo tre partite e ho molto felicemente passato il fischietto a qualcun’altro trovando irrisolvibile il conflitto tra il mio modo di vedere il polo ed i comportamenti sanzionati dal nuovo regolamento.
Mi dispiace per i Catanesi, tra i più ortodossi e puliti nel loro polo, se ho lasciato che le melée di mazze e i colpi sulle ruote anche se accidentali affondassero le loro ruote. Mea culpa e in generale gran rispetto per quegli arbitri tipo Stephano o Mattia che, secondo me, sono riusciti a discernere meglio le questioni sul campo.

 

6 Commenti

  1. 16/05/2011
    12:20

    Mi sembra che alla fine tutti quanti raccontando IHBPC2011 dicano un po’ lo stesso: c’è bisogno di organizzazione, c’è bisogno di arbitri.

    La prima comprende tante cose: non solo la logistica e i turni-arbitraggio, ma anche tutta la parte ‘istituzionale’, l’assicurazione per i giocatori, il supporto di enti e federazioni e molto altro.

    La seconda invece parla di noi, di come intendiamo il gioco e dove lo vogliamo portare. Si è parlato di troppa fisicità, di condizioni esasperate, di bike hockey.

    Io ne aggiungo una terza: il pubblico. Spero tanto che prima o poi un torneo di polo diventi anche una festa capace di coinvolgere ed affascinare anche chi non ha mai preso un mallet in mano.

    Se ci si pensa bene, sono tutte cose che stanno qua a dimostrare – se ce ne fosse bisogno – che questo è uno sport giovane, e proprio come certi bambini in gamba, cresce velocissimo sotto i nostri occhi.

  2. valerio
    16/05/2011
    12:38

    Sono contento per le 7 squadre che hanno preso lo slot per Barcellona, ma allo stesso tempo sono molto dispiaciuto per le escluse Polipolo e Bike pollo, due squadre che lo meritavano alla grande.

  3. Sapo
    16/05/2011
    12:46

    Persone che non si parlano e non si salutano??
    Ma che film avete visto aó.

  4. 16/05/2011
    12:52

    vabbuò credo che marco intenda il clima non troppo chiassoso del post-finale e della premiazione…ma c’è da dire che s’era alzato un vento freddissimo, molta gente se n’era andata o stava facendo i bagagli e in più il sole stava tramontando; e dopo non c’era il dj set! :D

  5. corrado
    16/05/2011
    13:13

    la copertina alla promessa del futuro .
    mancino di dio!

  6. 16/05/2011
    21:30

    Da “Spettatore” tifoso di tutte le squadre devo dire che comunque mi sono divertito! Io e lamartinz ci siamo fatti i nostri oltre 300km a/r per poter esserci nonostante non partecipassimo. E’ stato tutto perfetto fino alla fine… ovvio che c’è qualche mancanza in termini organizzativi ma è più che comprensibile visto che nessuno degli organizzatori (e parlo di tutti i tornei) credo lo faccia di mestiere o abbia esperienze ad “alti” livelli quindi mi inchino a chi comunque ce la mette tutta e cerca di fare il proprio meglio per far si che tutti si divertano e tornino a casa con qualcosa da ricordare.
    Anche io da bordo pista nelle finali ho gridato “calma ragazzi pensate a giocare” ad entrambe le squadre e mi è spiaciuto vedere quei diverbi ma d’altra parte ogni tanto ci sta viste le tensioni che si creano, basta che poi finisca tutto usciti dal campo come spero accada anche questa volta!
    Grazie a tutti… prima o poi in team piccante sarà pronto per dare il cambio agli ultimi classificati!
    Pace

E mo te tocca risponne...

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