Beginners
Prima volta su RomaBikePolo e già ti prende la voglia di scendere in campo? Sei nel posto giusto. Qui troverai un po’ di dritte su come venire al campo con le cose giuste e iniziare a divertirti col bike polo.
Fatti dire giusto un paio di coseprima di iniziare. Occhio, l’hardocourt bike polo non è così semplice come si pensa, ci vuole un po’ prima di padroneggiare tutto bene, ma ce la puoi fare (finora, ce l’abbiamo fatta tutti). Dunque: non ti scoraggiare. E poi: sappi che ci si può far male, ma col tempo prenderai confidenza pure con le cadute. Anzi, imparerai a non averne paura, e ti sarà di lezione anche nella vita. In ogni caso, ci si rialza sempre.
Come costruire un mallett?
Il mallett, ovvero la mazza da bike polo, è uno strumento del tutto artigianale. Qualcuno sta cominciando a produrlo e venderlo, ma si tratta al momento di un paio di volenterosi negozi di bici americani o crucchi. In ogni caso, il livello che offrono non è difficile da raggiungere attraverso un buon lavoro fatto in casa.
Il bastoncino
Di solito si usa una racchetta da sci, ma noi abbiamo imparato anche ad usare dei prodotti differenti, come il bastoncino da trekking per la mazza estensibile alla romana. In ogni caso, dev’essere leggero e resistente. L’alluminio è il materiale che va per la maggiore. La lunghezza dipende dal giocatore: diciamo che più o meno, appoggiando la mazza a terra, la lunghezza deve superare di poco il polso di chi la usa.
La testa
E’ fatta esclusivamente di polietilene, che è elastico quanto basta da resistere agli urti senza spaccarsi. Si trova a buon mercato nelle forniture edili e nei grandi negozi di materiali per idraulici (a Roma, consigliamo Pischiutta, oppure prova a dare un’occhiata tra gli scarti di qualche cantiere aperto!). Si usano due differenti diametri: 55mm e 63mm. Quest’ultimo, più grande, è più diffuso. Si praticano poi dei buchi col trapano per rendere il tutto più leggero: minore infatti sarà il peso, più facilmente controllabile sarà la mazza.
La giuntura
Un asse chiuso con bullone di solito attraversa testa e mazza, tenendole ferme. Occorre dunque prima assemblare le due parti, e poi trapanare, in modo da creare un foro che sia la sede per la giuntura.
Vuoi saperne di più? Spulcia i contenuti raccolti sotto l’etichetta Mazze.
Quale bici?
La prima regola dell’Hardcourt Bike Polo dice chiaramente che è ammesso ogni tipo di bicicletta. Puoi venire dunque con quello che vuoi, ma è ovvio che ci sono alcune caratteristiche che ti faciliteranno ad esprirmere un gioco più tecnico e avanzato.
Bici bella?
Spesso si arriva all’HBP attraverso il mondo delle bici fisse, che di solito sono meravigliosi mezzi dalla linea pulita e dai componenti costosissimi. Come dicevamo in apertura, si cade spesso, specie le prime volte. Dunque se ci tieni parecchio che la vernice non salti o che la sella rimanga immacolata (per non parlare di raggi, ruote, guarniture e mozzi) meglio che lasci a casa il tuo gioiellino.
Bici nuova?
Puoi costruire la tua bici da polo partendo da una vecchia bicicletta che hai in casa o che hai trovato a pochi soldi, oppure comprarne una che non costi molto e abbia già buone caratteristiche. Se stai cercando qualche bici da comprare nuova, guarda quelle che abbiamo raccolto con l’etichetta polobike. Se invece stai modellando una vecchia bici, prendi spunto dalle nostre, raccolte nella galleria delle biciclette.
Rapporto?
Può essere la bici che vuoi, dicevamo, ma deve avere due cose che funzionino alla perfezione. La prima, è la trasmissione. Noi usiamo, per la maggior parte, biciclette a singolo rapporto (singlespeed, ovvero senza cambio)che son più robuste (quello che non c’è, non si può rompere) e più leggere, oltre ad essere agilissime. Nel HBP infatti, ci si ferma e si riparte spesso, e dunque dobbiamo avere ‘una marcia’ che sia leggera e scattante. Per orientarci, di solito prendiamo il numero di denti della corona davanti e lo dividiamo per i denti del pignone dietro. Se il valore oscilla tra i 2 e l’ 1,2 direi che può andare.
Freni?
Se non freni bene, non ti diverti, fidati. Questa è la seconda cosa che devi sapere. Frenerai sempre e solo con una mano (la sinistra) e dunque un solo freno deve essere capace di farti fermare (e magari inchiodare la ruota) in ogni momento. Di solito viene montato solo quello sull’asse posteriore. Il meglio pare essere il freno a disco, ma puoi cavartela egregiamente anche con i V-brakes o il contropedale (ma qui ci serve allenamento!). I freni da corsa vanno bene, ma forse col tempo ne percepirai chiaramente i limiti.
Scatto fisso?
C’è chi ci gioca, ed è anche molto bravo. La nostra esperienza però dice che è meglio la ruota libera e dei freni poderosi. Puoi smettere di pedalare (e concentrarti sulla stabilità, sulla manovra e sul tiro), puoi ripartire più agilmente in caso di stop. Molti di noi hanno iniziato col fisso e sono passati al libero. Se ti va, prova anche tu, magari la tua strada è diversa dalla nostra. In ogni caso, un freno lo consigliamo sempre.
Cosa sono le pologuards?
Spesso le ruote delle bidi dell’ HBP sono coperte con dei dischi che le fanno sembrare delle ruote lenticolari. In realtà, servono a proteggere i raggi (e l’allineamento stesso della ruota) dai colpi della pallina e dalle mazze (compresa la tua!).Infatti non è raro rompere dei raggi o stocere la ruota: problemi che spesso mettono fuori uso la tua bici. SI, puoi decorarle come vuoi.
Cosa sono quelle carte tra i raggi?
Si chiamano spokecards, e sono come dei “gagliardetti” che si fanno in occasione di tornei o eventi importanti, e ne attestano appunto la partecipazione. Puoi capire così l’esperienza di chi hai di fronte semplicemente dando un’occhiata alla sua ruota. In ogni caso però, puoi abbellire la tua bici come ti pare, comprese cartoline tra i raggi. Nessuno si incazza.
Do & Don’t
Leggi bene le regole, è roba semplce!
L’HBP è uno sport di contatto, ma non è che buttar giù gli avversari sia una cosa saggia da fare. Non andare dunque incontro all’avversario tagliandogli la strada a T.
Il polo in bicicletta è uno sport di squadra, e qui conta tantissimo la tattica. Non correre sempre dietro la palla. Tieni la tua zona, e ricordarti di difendere.
Non mettere la mazza di fronte alle ruote dell’avversario di proposito. E’ un brutto fallo, che nei tornei costa spesso il ‘double tap’ (ovvero due suonate di campanella) e ci si può far male.
Fai girare la palla: spesso le cose semplici sono le più fruttuose, piuttosto che tentare l’impossibile.
Cerca l’intesa coi compagni, anche con la voce: molte volte chi ha la palla ha un mucchio di cose da pensare, e farsi vedere e segnalare la propria posizione può aiutarlo tantissimo.
Non fare il paraculo, è uno sport da gentlemen.
…se vuoi approfondire
Scrivici, o meglio ancora vieni a trovarci, che ne parliamo insieme

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