Archivio per gennaio 15th, 2010

15th gennaio
2010
Scritto da Marco- il 15 gennaio 2010

Come ogni festa di compleanno che si degni di tale nome,
berloucchi, pasterelle, cioccolata, peroni, fuochi d’artificio
e festose corone di fiori vestite da discinte animatrici in una cornice di musica celestiale,
hanno accompagnato fino a notte fonda i festeggiamenti per il genetliaco di RBP.


(continua…)

15th gennaio
2010
Scritto da Frengo e Stop- il

così sento poco….così non sento proprio.
Laggiù all’orizzonte, dove Yin e Yang, Why e Because si incontravano, vedevo volteggiare, come leggiadri fiocchi di neve, mistiche recchie de gomma; vuoi per caso ingaprettare il mio io??? Vuoi mettere un pò di tabacco in quello che fumi??? 

All’inizio del primo tempo il gigantesco balocco di Valerio sembrava accasciarsi al suolo privo del suo consueto senso dell’umorismo ….Santre si annulla nell’oblio!
La fredda cronaca:
Partita avvincente, che si è svolta per lunghi tratti nell’indifferenza generale, mia e della mia fidanzata Nirvana.
Nel primo tempo io e Nirvana abbiamo trovato un angolino appartato, un piccolo nido d’amore, così, nell’intimità, in mezzo ai tifosí dei Rinnegati e ai loro coretti armoniosi: «Ci nun zumpa è ‘nu carbonaro! Ci nun zumpa è ‘nu carbonaro!»
I nostri cuori pulsavano all’unisono, sospinti dal ritmo etereo di mille tamburi e trombette, e in questa atmosfera ovattata di sogno e di poesia, tra una romantica esplosione di fumogeni e l’altra, ci siamo quasi dimenticati di essere allo stadio. In questa cornice onirica dei sentimenti, ho composto per la mia Nirvana un sonetto dal titolo profondamente evocativo, ‘Ndo stece u stedio:

   Pigghia a cumplanare
   Mo alla prima uscita,
   Mo alla seconda,
   Alla terza uscita STOP,
   come Frengo e Stop.
   A destra stece l’Autoscuola Autopuglia,
   A sinistra stece u stedio.

Sono un poeta.

Mentre la partita proseguiva, con i suoi se, i suoi ma, i suoi why e i suoi because, e i giocatori del Romanella tentavano per l’ennesíma volta di realizzare, io con Nirvana avevo già segnato il mio grosso gol e le avevo già sussurrato teneramente: «Sei contenta? Ti è piaciuto?»
Partita monumentale, a tratti parapsicologica.
Marco! Brutto ricchionazzo de gomma!, gli dicevo con il mio consueto tono calmo e distaccato, ti sei fumato l’inverosimile? Frena!
Nell’intervallo, niente di particolare da segnalare. Ci siamo uniti alla combriccola dei giocatori, e tutti insieme in compagnia, come avviene regolarmente in ogni intervallo che si rispetti, sotto il vigile sguardo di SimpatiaRob, abbiamo fatto un po’ di corsa coi sacchi, tiro alla fune, mosca cieca, quattro cantoni, braccio di ferro, freccette, birilli, bowling, rialzo, bandiera, testa o croce, un due tre stella, caccia al tesoro, palla prigioniera, palla avvelenata e palle di neve. Più tardi ci siamo rilassati con un po’ di  backgammon, master mind, domino, paroliere, monopoli, dama, shangai, ombre cinesi, pulci, roulette, baccarat, scassaquindici, tombola, ambo terna quaterna e cinquina. Il bingo non è ammesso perché troppo violento. 
Nella grotta, tra oro incenso e mirra, in un giaciglio di paglia, se ne stava luminosa e sorridente, con le braccine aperte in segno di pace universale, la rubiconda statuetta del boscaiolo.
Nei pressi dell’Autoscuola Autopuglia, su una solitaria traiettoria, vedevano sfrecciare la Ford Capri di Giorgio riconoscendola subito dall’inconfondibile color lampone de marmellata metallizzata.

Nel secondo tempo, è successo un qualcheccosa che ha dell’incredibile. Al 14′, proprio mentre il nostro giocatore del Tavoliere del sud/est asiatico, metteva a segno la rete dell’uno a zero, Nirvana mi guardava dritto negli occhi e mi sussurrava: “Senti Frengo e Stop (o Cigliedelaup’), – così mi chiama nei momenti più intimi – come mai nei nostri incontri non c’è mai il secondo, e tantomeno il terzo, il quarto, per non parlare del quinto tempo?”. E io le rispondevo: “Mia adorata Nirvana (o Lampasciona), – così la chiamo nei  momenti più teneri – sono o non sono Frengo e Stop, il tuo goleador? Tu lo sai, le mie qualità sono: senso tattico, visione di gioco, ma soprattutto velocità d’esecuzione. Ecco perché segno sempre al primo tempo, al primo minuto e stop”. 

è sempre il nostro giooooooooooooooooco